
Render di prodotto e AI: 3 trucchetti interessanti
Scopri come l'AI generativa sta rivoluzionando il product rendering con tecniche innovative per creare sfondi, texture atlas e aggiungere dettagli realistici, migliorando velocità ed efficienza nella produzione di contenuti visivi.
L’utilizzo delle AI nell’ambito del product rendering è ancora in uno stadio embrionale, ma ci sono già diversi vantaggi che questa nuova tecnologia ha portato nel settore.
Da diverso tempo stiamo indagando come l’AI può aiutare durante il processo di creazione dei render di prodotto e abbiamo trovato alcuni utilizzi interessanti.
In questo articolo vi parlo di qualche trucchetto per “barare” con l’AI generativa e realizzare dei render di prodotto molto più velocemente rispetto a prima.
Velocizzare questo processo è fondamentale perché il mondo digitale attuale, rappresentato in larga parte dai social network, richiede una produzione di contenuti molto sostenuta.
Realizzare velocemente lo sfondo
I fan di Ian Hubert (come lo siamo noi) sapranno già della tecnica che usa per creare i suoi fantastici sfondi.
Per spiegarla in breve, prende delle foto reali di facciate di palazzi o grattacieli, le applica a una mesh di base molto semplice (come un cubo) e “ricalca” l’immagine modellando la mesh in corrispondenza dei dettagli.
Perché non fare la stessa cosa con l’AI? Attraverso un qualsiasi modello generativo, possiamo creare le immagini da cui partire per mettere in atto questa tecnica.
Se poi si controlla la generazione con i riferimenti di struttura e di stile, è possibile avere più controllo sulle immagini e fare in modo che siano simili anche stilisticamente.
In questo caso il vantaggio è un grande risparmio di tempo nella ricerca di immagini. La qualità tuttavia non è altissima, motivo per cui questa tecnica è valida se impiegata per creare degli oggetti di secondo piano.

Texture generata con AI

Texture proiettata su un modello 3D
Creare texture atlas
Allo stesso modo, la generazione di immagini può essere usata per creare dei texture atlas, ovvero delle immagini che contengono più soggetti, che di solito vengono poi “ritagliati” e usati singolarmente nella scena.
Un esempio comune potrebbe essere un texture atlas che contiene diversi ciuffetti d’erba. Questi elementi vengono messi su delle tessere e distribuiti casualmente su una superficie: se osservati da lontano daranno lo stesso effetto di un prato.
Con le AI generative è diventato immediato creare questo tipo di assets. Non solo possiamo generarli da zero, ma anche prendere un atlas già esistente e ri-generarlo per poi avere a disposizione più varianti da utilizzare.


Texture applicate a modelli 3D

Distribuzione delle foglie su un ramo
Aggiungere dettagli e imperfezioni
La chiave del fotorealismo è sempre questa: aggiungere dettagli e imperfezioni che, di solito, nella realtà non notiamo.
Chi lavora in questo settore lo sa, e sa anche che aggiungere questi effetti comporta lavoro.
In questo caso il trucco è editare l’immagine renderizzata e aggiungere questi dettagli direttamente in fase di post-produzione. Possono essere elementi sullo sfondo, polvere, graffi e simili.
Usando il caro e vecchio fotoritocco combinato con un’AI generativa come quella di Photoshop è possibile ottenere risultati soddisfacenti, anche se non è del tutto immediato e sono sempre necessari vari tentativi.
In questo render di prodotto per il Birrificio Rethia, abbiamo usato questa tecnica per rendere la neve e la roccia più realistiche, oltre ad aggiungere i piccoli accumuli di neve che si formano quando le lattine e la scatola vengono appoggiate per terra.


Conclusioni
Questi sono solo 3 spunti per integrare l’intelligenza artificiale generativa in un workflow di produzione di product rendering, per ora quelli più efficaci tra quelli che abbiamo trovato.
C’è senza dubbio molto altro da sperimentare, l’importante è non pensare che l’AI possa fare il lavoro al posto nostro o credere di ottenere il risultato desiderato al primo colpo.